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Il carlino aggressivo

Notizie, news

Quando il padrone è aggressivo lo è anche il cane

carlino arrabbiato

Esistono delle vere e proprie patologie che provocano aggressività nel cane, se però l'aggerssività non è causata da una malattia, dobbiamo prendere in considerazione il comportamento del padrone nei confronti del suo cane. Spesso è stato riscontrato che un padrone aggressivo può trasmettere questa caratteristica anche al suo cane.

Il motivo principale per cui i proprietari di cani portano il loro animale da compagnia da uno psicologo animale comportamentista è soprattutto perchè vogliono cambiare il carattere troppo aggressivo del proprio animale. Tutto parte infatti dall’atteggiamento del padrone nei confronti dell’animale, che è quasi sempre sbagliato, a volte anche i migliori metodi di addestramento non bastano a migliorare il temperamento aggressivo del cane”.

Il team della Scuola di Medicina Veterinaria dell’Università della Pennsylvania ha fatto un sondaggio composto da 140 domande a 30 proprietari di cani rivoltisi agli psicologi animali dell’ateneo per via del carattere aggressivo del proprio animale. Nel sondaggio veniva chiesto soprattutto in che modo fosse stato gestito fino ad allora il rapporto con il proprio cane e se il metodo educativo adottato avesse ottenuto risultati positivi o negativi. Dai risultati è emerso come comportamenti dominanti quali urlare contro il cane, guardarlo dall’alto verso il basso o costringerlo a stare in una determinata posizione avessero prodotto un comportamento aggressivo e violento in più del 25% dei casi.


Questo sondaggio mette in evidenza i rischi legati a un comportamento dominante nell’addestramento del proprio cane. Urlare contro l’animale o usare la violenza può scatenare paura nel cane, che di conseguenza reagisce aggressivamente. Meglio una carezza, insomma, o il vecchio metodo del biscottino come ricompensa. Solo in questo modo, suggeriscono gli scienziati, il nostro pelosetto potrà riconoscerci come “migliori amici del cane”.

Cani e bambini

carlino dorme con neonato


La rivista inglese British Medical Journal ha condotto una ricerca sull'aggressività dei cani nei confronti delle persone. Per la prima volta, però, il problema è stato affrontato dal punto di vista degli animali. La conclusioneè stata la seguente: Se noi uomini ci comportiamo in modo sbagliato possiamo innervosirli e renderli pericolosi. In particolare, lo studio inglese punta sull'importanza dell'educazione dei bambini che sono più a rischio di morsicature, non tanto ad opera di un cane sconosciuto ma di quello di casa, che può sentirsi minacciato mentre mangia o riposa. Perché "il migliore amico dell'uomo" sia tale, soprattutto quando in casa c'è un bambino, è necessario perciò adottare delle regole di convivenza che permettano di vivere tutti insieme, serenamente, senza pericoli.

Uomini e cani, sin dal Paleolitico, hanno vissuto insieme. Secondo K. Lorenz, il padre fondatore dell'etologia (la scienza che studia il comportamento animale) fu una bambina a salvare da morte sicura un cucciolo di lupo e a portarlo con sé nella caverna, accudendolo e prendendosi cura di lui. È molto probabile addirittura che qualche donna abbia allattato i cuccioli di lupo insieme ai cuccioli umani (secondo il fenomeno del "maternaggio") legando per sempre l'evoluzione del cane a quella dell'uomo. Quello che è certo è che ciò che unisce da sempre l'uomo al cane sono delle caratteristiche intrinseche comuni a entrambe le specie: la socialità, la curiosità, la voglia di movimento e di gioco, l'adattabilità, oltre che la maniera così simile di esprimere emozioni e sentimenti.

Quasi tutti i cani, proprio come impostazione genetica dovuta al processo stesso di addomesticamento, sono docili e anche nei confronti dei bambini non mostrano nessun tipo di aggressività. Quando lo fanno, molto spesso, dipende da un errore di comunicazione all'interno della famiglia o dal fatto che si è scelto il cane sbagliato. Il rapporto tra bambini e animali, per quanto istintivo e innato, dev'essere perciò mediato. Se è ormai assodato che la convivenza tra bambini e animali apporta notevoli benefici allo sviluppo psicofisico dei piccoli che, rispetto ai loro coetanei, sono più propensi ad essere socievoli, sensibili, responsabili e più sicuri di sé, non sempre li si prepara ad accogliere un animale in casa. Gli adulti hanno il compito fondamentale di insegnare ai propri figli la sensibilità e le regole per trattare con gli animali nel modo più corretto e, nel caso in cui ci sia già un animale in casa quando arriva un bambino, di gettare tempestivamente le basi perché il cucciolo di uomo sia accolto non come un estraneo ma come un altro membro della famiglia da amare e proteggere.

L'ideale sarebbe abituare il proprio cane alla presenza dei bambini entro le prime unidici-dodici settimane di vita. In questo periodo il cucciolo impara a socializzare e a conoscere l'ambiente in cui vivrà e, poiché tutto ciò che si conosce bene non fa paura, non avrà problemi ad accogliere benevolmente il nuovo arrivato. Se ciò non è avvenuto, durante i nove mesi di attesa è importante che il proprio cane abbia a che fare con i bambini che, fino all'età della pubertà, per movimenti e odori differenti da quelli degli adulti possono non essere riconosciuti come piccoli uomini. Con la giusta cautela, quindi, è bene favorire questi incontri tenendo presente che è fondamentale ricorrere a un veterinario comportamentalista nel caso in cui il proprio animale mostri nei loro confronti diffidenza, paura o, peggio, tendenza all'aggressività. Sotto una guida esperta si potrà correggere un errore di mancata conoscenza.

Se si deve ancora scegliere il cane, soprattutto se si è inesperti, è meglio preferire una razza naturalmente docile e magari una femmina, più dolce, tollerante e meno incline a comportamenti aggressivi. I rappresentanti di certe razze, tendono ad avere un temperamento più forte e reattivo, specie se maschi e le loro reazioni possono essere più brusche e improvvise, per esempio se tirati, trattenuti o travolti dai bimbi durante i giochi. Va ricordato che
il carlino è una delle razze più pacifiche al mondo, e che per natura ama stare insieme ai bambini. Occorre però ricordare che i bimbi non sanno riconoscere i segnali di avvertimento che un cane può dare quando "ne ha avuto abbastanza" e quelli più piccoli non comprendono che un essere vivente ha le proprie esigenze di tranquillità, rispetto e privacy: regole che assolutamente i genitori debbono spiegare molto attentamente. Tutto cambia se si va a prendere un cane in canile. In questo caso è impossibile conoscere la storia dell'animale e avere indicazioni precise sulle sue caratteristiche innate. È importante allora, valutare l'animale non solo in base all'aspetto fisico ma scegliendolo tra i cani più docili e tranquilli, ansiosi di piacere, cercando si saperne di più sulle sue origini e la sua vita in canile. Una volta a casa, il bambino deve imparare da subito a rispettare l'animale, facendo particolare attenzione al momento del riposo e dei pasti, momenti nei quali anche il cane più docile dev'essere lasciato tranquillo. Bisogna assolutamente far capire al bambino che il cane non è un giocattolo ma un essere vivente, e come tale va trattato, se osserviamo queste semplici regole non solo non avremmo mai un cane aggressivo, ma il nostro amico a quattro zampe diverrà per il bambino il "miglior amico del cuore".
Dogsitter.it

carlino imbronciato


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