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Il carlino in vacanza

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Regole d'oro per le vacanze col cane

Carlino dell'allevamento La valle del Mincio


Conto alla rovescia per le vacanze, sia per chi decide di partire in compagnia degli amici a quattro zampe, sia per chi sceglie di affidare il
pug ad una pensione. Ecco allora alcuni accorgimenti da mettere in pratiche per non incorrere in brutte sorprese.
Acqua: Tanta acqua a disposizione da cambiare costantemente. Se si va in gita con il carlino, portare 1 litro d'acqua solo per lui.

Aria condizionata: Non fa male, ma l'animale dovrebbe evitare di mettersi sotto il bocchettone dell'aria fredda, potrebbe avere problemi gastrointestinali. In appartamento lasciare in funzione almeno le pale del soffitto.

Cibo: L'alimentazione d'estate rimane la stessa. Se il carlino non finisce subito la sua pappa, meglio aumentare il cibo secco, altrimenti quello umido diventa un ricettacolo di batteri.

Colpi di calore: Massima all'erta!!
Per il carlino il caldo può essere fatale. Fare attenzione sopratutto ai pug di colore nero, controllando sempre come respirano. Per un cane bastano 15 minuti in auto (anche finestrino aperto). Evitare sempre di lasciarli in auto.

Pensione: Non prenotare all'ultimo minuto e scegliere su consiglio del veterinario. Meglio fare prima almeno un fine settimana di prova. E' importante portare il proprio carlino direttamente alla struttura prescelta, senza intermediari, perché occorre sapere dove si trova e in quali condizioni, con la possibilità di vederlo. La pensione più affidabile è quella dove si può entrare senza preavviso per fare visita all'animale. Evitare 'appartamenti' pensioni, dove è impossibile una disinfezione accurata. Ed é sempre bene lasciare un contatto reperibile.

Rischi: I più a rischio sono gli anziani cardiopatici. Evitare per tutti passeggiate nelle ore più calde e sull'asfalto rovente. Al mare, hanno difficoltà respiratorie e vanno tenuti sempre al fresco, sotto l'ombrellone, immergendoli ogni tanto in mare per mantenere bassa la temperatura corporea. Mai!! Esporli al sole.

Vaccinazioni: Oltre alle solite vaccinazioni aggiungere la leptospirosi. Attenzione al passaporto del cane da richiedere alla Asl, che sostituisce certificati di buona salute. E' opportuno informarsi, anche tramite il proprio veterinario, su strutture nel luogo di villeggiatura in caso di emergenza.

Il carlino in vacanza

carlino Francine nuota in mare


In questo periodo dell’anno sorge la necessità di gestire adeguatamente il periodo di vacanza in compagnia del proprio
carlino. Ma in vacanza il nostro "amico a quattro zampe" ci può seguire sempre e comunque? Certo che sì.
Per il cane come per tutti i viaggiatori, il cambiamento di ambiente è uno stress e quindi deve essere affrontato in perfette condizioni fisiche: è sconsigliabile affrontare un viaggio con animali non in perfette condizioni di salute e non adeguatamente vaccinati. Poi è utile rispettare un digiuno alimentare dalla sera prima della partenza e idrico di circa un paio d’ore prima. Soprattutto nei viaggi in auto bisogna fare soste ristoratrici in cui il
carlino possa bere, muoversi ed espletare le necessità fisiche.

Per quanto riguarda i rischi sanitari connessi alla meta di destinazione, molte informazioni possono essere prese dal veterinario di fiducia. Infatti esistono patologie tipiche di specifiche aree geografiche. Ad esempio, in Sardegna è molto diffuso l’echinococco, un particolare tipo di tenia. Si può proteggere il
carlino evitando di somministrare cibi crudi e, al ritorno dal soggiorno, è meglio sottoporlo a una visita di controllo e all’esame delle feci. In tutto il bacino del Mediterraneo (per l’Italia le zone sono Sardegna, Argentario, isola d’Elba, Sicilia e altre regioni del sud) il pericolo è rappresentato dal pappatacio, un insetto che può trasmettere la leishmaniosi. In tali zone è preferibile non far dormire il pug all’aperto durante la notte e fare uso di specifici antiparassitari sul pelo. Nel nord Italia o in territori umidi e pianeggianti come la pianura padana, bisogna proteggere il carlino dalla filariosi cardiopolmonare, una malattia diffusa e pericolosa che si può prevenire somministrando al cane specifiche compresse. Vedi: Filariosi

Infine, per chi si reca all’estero, è necessario vaccinare il proprio cane contro la rabbia considerato che in numerosi paesi, alcuni nell’area europea e molti nel resto del mondo, si riscontra ancora la presenza di questa pericolosa malattia. Inoltre è importante sapere che a partire dal luglio 2004 è entrata in vigore una nuova normativa europea: prevede che cani, gatti e furetti in viaggio con il proprietario nei paesi della Comunità siano muniti del passaporto per animali da compagnia.

Il documento comprende sia una parte anagrafica di identificazione dell’animale (tatuaggio o microchip, fotografia, data di nascita), sia una parte sanitaria con la registrazione da parte dei veterinari di visite e vaccinazioni. In questa maniera, con un unico documento multilingue e uguale per tutti, viene uniformata la gestione di cani, gatti e furetti che si muovono nell’ambito della comunità. Il passaporto prevede anche spazi supplementari per le attestazioni sanitarie di chi si reca in paesi extracomunitari. Inoltre è bene, un paio di mesi prima della partenza, chiedere all’ente, ambasciata o consolato che rappresentano il paese straniero da visitare, quali sono gli obblighi previsti dai regolamenti sanitari locali e procedere per tempo alle eventuali vaccinazioni. Idem per i regolamenti delle varie compagnie aeree, marittime e ferroviarie di cui si intende usufruire. Come si ottiene il passaporto? Va contattata l’unità operativa di sanità animale della propria Ausl, titolare dell’emissione del documento. Vedi: Poliziadistato

Pochissime spiagge per cani

Minù di Monica


Ottomila chilometri di costa e solo 27 spiagge, di qualche chilometro complessivamente - secondo i dati delle associazioni - per accogliere le famiglie con i cani al seguito: in Italia andare in vacanza con il cane resta difficile.
Questo mentre le città si attrezzano, come Roma che ha aperto il bau village, una spiaggia ad hoc sulle rive del Tevere. Intanto è in arrivo una guida dei ministeri della Salute e del Turismo sulle strutture che in vacanza accettano gli animali.

Ma la questione cane in spiaggia è sempre in primo piano nonostante diverse iniziative, tra petizioni online e pressioni sulle associazioni dei comuni, cerchino di sensibilizzare verso un problema che potrebbe evitare anche molti abbandoni. L'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) e il Movimento del turismo delle famiglie con animali hanno promosso la raccolta firme online per chiedere che almeno il 10% delle spiagge italiane siano attrezzate ed aperte alle famiglie ed ai bagnanti che hanno al seguito il proprio cane. Secondo l' Aidaa sarebbero 8.000 le famiglie che hanno già sottoscritto la petizione.

Sono sette le regioni che hanno spiagge accessibili ai bagnanti con cani al seguito, Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Toscana e Veneto. Di queste, l'Emilia Romagna, con dieci spiagge aperte ai cani, è la regione con più spazi costieri dedicati agli amici a quattro zampe. La Liguria è seconda con otto spiagge, seguita dalla Toscana, terza, con quattro spiagge e le Marche con due. Abruzzo, Lazio e Veneto hanno, invece, solo una spiaggia a testa dedicata accessibile ai cani. All'Emilia Romagna spetta anche il record di organizzazione degli spazi, spesso attrezzati con ombrelloni, docce e piscine appositamente pensate per il cane, punti per munirsi di sacchetto e paletta.

Insieme all'iniziativa promossa da Aidaa e dal Movimento del turismo delle famiglie con animali, anche l'Ente nazionale protezione animali (Enpa) ha lanciato due importanti campagne-petizioni per offrire ai nostri amici a quattro zampe 'Spazi vitali', soprattutto in città e al mare. La prima campagna pone la questione dell'accesso alle spiagge chiedendo libertà di poter accedere a tratti di litorale e spiagge. La seconda petizione, diretta ai sindaci attraverso l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), punta a chiedere ai comuni di individuare delle aree attrezzate per consentire ai cani di correre liberi da ogni vincolo permettendo un'ottimo livello di socializzazione.

Anche la Lega Antivivisezione (Lav), pur non partecipando direttamente a nessuna delle iniziative, condivide le campagne promosse dalle altre associazioni animaliste. "Si tratta - ha spiegato Ilaria Innocenti del settore nazionale cani e gatti Lav - di misure importanti soprattutto per prevenire l'abbandono". Si stima che aumentando l' accoglienza su spiagge e in strutture di vacanza si possa ridurre del 15% l'abbandono. Dal primo giugno al 30 settembre del 2008, gli abbandoni sono stati 14.000, anche se in calo rispetto ai 17.000-18.000 di due anni fa. Per il 2009 la stima di abbandono é di 10.000 unità, 4000 in meno sul 2008. Una diminuzione, secondo Aidaa, grazie all'obbligo del microchip.

Tanti divieti per i cani in spiaggia non sono validi

carlino Francine al mare


Spesso, per chi ha un cane le ferie o anche solo le gite fuori porta si trasformano spesso in una lunga ricerca di quell'angolino dove l'amico a quattro zampe è tollerato. Cartelli di divieto di balneazione per gli animali, infatti, spuntano come funghi sulle poche spiagge libere.
Ma non sempre, fa sapere l'Aidaa (Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente), sono in regola. Almeno la metà, fa sapere il presidente dell'organizzazione, Lorenzo Croce, dei divieti che spuntano nei mesi estivi, seppur messi dalle amministrazioni dei comuni rivieraschi sono illegali.
Infatti per poter vietare l'ingresso ai bagnanti con cane al seguito, spiega, occorre che i comuni emettano un'ordinanza che preveda il divieto motivato, l'estensione oraria di tale divieto e che la medesima ordinanza firmata dal sindaco, da un assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani, e pubblicata sugli albi pretori dei singoli comuni. Se manca solo una di queste indicazioni, sottolinea Croce, l'ordinanza non è valida.
Ma non è tutto: infatti anche i cartelli che prevedono tale divieto devono recare sul retro il numero dell'ordinanza comunale di riferimento e la data di scadenza. Altrimenti, seppure in presenza di una ordinanza regolarmente firmata, il divieto è da considerarsi nullo. "Pertanto invitiamo tutte le famiglie - prosegue Croce - ed i proprietari di cani che decidono di portare il loro amico in spiaggia a verificare che esistano realmente le ordinanze e che i cartelli di divieto contengano le informazioni regolamentari. Altrimenti qualunque richiesta di allontanarsi dalla spiaggia con il proprio cane fatta anche dai vigili è illegale e ogni eventuale multa impugnabile davanti al giudice di pace e quindi contestabile senza essere preventivamente pagata. A fronte - continua - dell'illegalità diffusa da parte delle amministrazioni comunali, occorre che i cittadini imparino a difendersi e a far valere i propri diritti fino in fondo. Se si trovano situazioni del genere chiediamo che ci vengano segnalate al servizio online segnalazionereati@libero.it di Aidaa, meglio se con foto allegata in modo che anche noi si intervenga contro questi che non esito definire come divieti-truffa".

In vacanza col proprio carlino si può

Carlino Francine in barca


Se per la maggioranza dei proprietari gli animali domestici sono amatissimi compagni di gioco e di vita, il fenomeno dell’abbandono persiste. Nonostante le pene, sia pecuniarie che restrittive, per chi si macchia di questo reato, d’estate viene abbandonato un cane ogni 3 minuti.
Ma vacanze e animali domestici sono davvero incompatibili?
Un recente sondaggio di TripAdvisor, la community di viaggiatori più grande del mondo, svela il ritratto di coloro che vivono serenamente le vacanze estive insieme al proprio animale e cosa fanno per organizzarsi se non è possibile portarli con sé.
Ecco allora come passeranno le vacanze gli amici a quattro zampe dei viaggiatori TripAdvisor.
Come da immaginario collettivo, gli italiani si dimostrano i più sentimentali: se il 30% dichiara di portare il proprio animale con sé perché la sua presenza rende il viaggio più piacevole, il 15% (contro il 2% a livello internazionale) dichiara che proverebbe una vera e propria sofferenza se si separasse da lui per tutto il periodo della vacanza. Il 20% invece si preoccupa del disagio psicologico cui sarebbe sottoposto l’animale, preoccupazione condivisa da solo il 4% del campione internazionale.
Ma non finisce qui: c’è addirittura un 16% di intervistati che dichiara che preferirebbe fare un viaggio col proprio animale piuttosto che con il proprio partner. Il motivo? È più affettuoso e più capace di esprimere i propri sentimenti (per il 15%), è più fedele (6%), o meno costoso da portare con sé (4,5%). C’è poi chi opta per l’amico a 4 zampe perché sporca di meno del partner (7%) e un 2,5% che preferisce l’animale perché più ubbidiente e facile da gestire. Per non parlare di chi (un sorprendente 12%) lo preferisce alla propria dolce metà perché… meno peloso!
C’è anche chi, alla stregua di un amante clandestino, trasgredisce alle regole pur di non separarsi dall’amato animale, e ammette di averlo portato almeno una volta con sé di nascosto, anche in strutture in cui era vietato (11%). È curioso notare che, a livello internazionale, la percentuale di “rei confessi” sale al 21%.
La domanda sorge spontanea: i proprietari italiani sono, contro ogni clichè, più rispettosi delle regole o meno onesti degli stranieri nel rispondere al sondaggio?
Gli italiani, in ogni caso, continuano a dimostrarsi premurosi e attenti nei confronti dei propri amici a 4 zampe. Il servizio più votato tra quelli che si vorrebbero a disposizione nell’hotel delle proprie vacanze è stato il veterinario in loco (23%) mentre nessuno, invece, ha scelto di avere il servizio di pet-walking (qualcuno che si occupi di portare il cane a passeggio): a quanto pare la compagnia del quadrupede è considerata anche in vacanza un privilegio, e non un impegno di cui sgravarsi. Molto meno apprensivi gli stranieri: solo l’1,4% vorrebbe avere a disposizione un veterinario, mentre il 24% si godrebbe di più la vacanza se l’hotel disponesse di un servizio di dog-sitter che badasse al proprio animale.

Solo il 6% degli intervistati dichiara che l’animale può rappresentare un problema per andare in vacanza, che però l’85% di chi decide di non portalo con sé risolve adottando la soluzione di mettersi d’accordo con un parente o un amico perché si prenda cura all’animale fino al proprio ritorno.
Solo l’8% degli Italiani intervistati sceglie di ricorrere ad una pensione per animali, ponendo in luce la questione del “Dog Bonus” - lo sgravio fiscale fino a 250 euro per lasciare gli animali in pensioni specializzate - e di chi invece fa osservare che l’obiettivo dovrebbe essere incentivare i proprietari di animali a portarli con sé in vacanza.

Quasi la metà degli italiani intervistati scelgono le case prese in affitto per portare i propri amici animali a trascorrere le vacanze con sé, mentre a livello internazionale si preferiscono gli hotel, forse anche grazie a strutture più attrezzate e “pet-friendly” (adatte cioè ad accogliere gli animali).

Infine, ancora una volta le nuove mode più stravaganti arrivano dagli Stati Uniti: l’ultima novità è il “Pet-renting”, “l’affitto di animali” in vacanza. Il 6% degli intervistati del campione internazionale dichiara che vorrebbe usufruire di questo servizio e affittare un animale da compagnia in vacanza. Insomma, se un animale non ce l’avete e avete litigato col vostro partner, o se vi siete convinti che il compagno di viaggio ideale sia un cane, un gatto o un furetto, ma non potete ospitarlo a casa tutto l’anno, non disperate: non vi resta che sperare che questo fenomeno arrivi presto anche da noi.

Vacanze in agriturismo

Carlino Francine in campagna


Se l’idea di lasciare il nostro cane chiuso in appartamento mentre noi stiamo in spiaggia oppure mentre noi mangiamo al ristorante, non ci piace, dovremo scegliere per le nostre vacanze strutture in cui gli animali non sono semplicemente ammessi, ma benvenuti.
Strutture con ampi spazi esterni, molti alberi e verde, vicine a sentieri e percorsi da esplorare “a sei zampe”, in cui sia magari possibile cenare all’esterno sotto un bel pergolato, o in un contesto in cui il nostro fedele compagno di viaggio possa restare accanto a noi come desidera, senza infastidire o intralciare nessuno e senza farci sentire “turisti di serie B”.

Per tutte queste ragioni la vacanza in agriturismo è, da ogni punto di vista, la scelta ideale. Tra le moltissime strutture che accolgono i nostri amici a quattro zampe, ce ne sono sia in campagna che in montagna che al mare, per accontentare tutta la famiglia. La campagna e la montagna faranno di certo la felicità del nostro amico, costretto suo malgrado a camminare con noi sull’asfalto per gran parte dell’anno, e a dividere i piccoli spazi verdi cittadini con troppi altri individui della sua specie.
Temperature più fresche, ( che sono un "toccasana" per il
carlino), prati in cui correre, tracce odorose da seguire, specchi d’acqua in cui tuffarsi, sentieri da percorrere al nostro fianco senza guinzaglio: se i cani potessero raccontare la loro idea di Paradiso di certo assomiglierebbe a questo.

Centri benessere per cani e padroni

Carlino in centro benessere


Una seduta dallo psicoanalista veterinario, una lezione di yoga oppure un rilassante bagno nelle terme. I cani godono sempre più dei privilegi dei loro padroni e questo grazie alle opportunità offerte da vari centri di bellezza dislocati in tutta Italia che puntano su programmi specifici per la bellezza e la salute degli animali seguendo la strada tracciata da anni negli Stati Uniti.
Esistono svariate strutture benessere che accettano cani ma sono pochissime quelle che hanno un vero e propio centro benessere canino. Fra le migliori strutture si possono segnalare il Fonte Verde e le Terme dei Medici in Toscana (entrambi hotel a 5 stelle). Sono dotate di vere vasche termali per cani e propongono svariati pacchetti benessere per loro e i padroni. Le Terme di Saturnia fanno entrare i cani in quasi tutti i reparti benessere della struttura, ma non propongono pacchetti. Altre strutture, magari meno lussuose ma agualmente adatte sono le beauty farm per cani la Vecchia fattoria a Roma e Agriturismo la Lupa a Modena.
Ma cosa offrono nel dettaglio queste strutture? Basta consultare i siti Internet per capire che il livello del servizio è ottimo. Ad esempio nella Vecchia Fattoria di Roma, i cani hanno una cuccia riscaldata in inverno e climatizzata d'estate, alle tradizionali palestre e piscine per mantenere la forma si sono uniti servizi come il parrucchiere, il pedicure e le lezioni di yoga. Il Centro Benessere Termale Villa Ortensie offre in camera la ciotola con l'acqua ed il croccantino di benvenuto per i cani. Inoltre è prevista una sfilata di bellezza dove un'attenta giuria valuterà i concorrenti assegando la "fascia" del più bello.
Dogsitter.it

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