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Il cane è il migliore amico dell'uomo, quante volte abbiamo sentito questa frase...I cani donano affetto incondizionato, infondono sicurezza e suscitano un ampia gamma di emozioni, in alcune loro movenze sono buffi e ci strappano sorrisi e risate, ci invitano al gioco e al movimento e sono una piacevole “scusa” per fare una passeggiata e conoscere persone nuove..Il cane può guarire molte delle nostre malattie!! Come? Diversi studi hanno ormai ampiamente dimostrato che: accarezzare un animale domestico stimola il rilassamento, favorisce l’abbassamento della pressione arteriosa e la riduzione dei battiti cardiaci…la sua compagnia e la sua vitalità è in grado, inoltre, di alleviare il senso di insicurezza, di isolamento e solitudine di una persona.
Nel corso della storia gli animali sono stati investiti di poteri magici e taumaturgici e molteplici culture e religioni antiche, come gli egizi e i Sumeri, avevano già cominciato a sviluppare tecniche di guarigione, rituali e simbolismi in cui l’animale era il protagonista indiscusso. Il carlino ad esempio era considerato sacro in Cina a tal punto da essere adorato. Ancora oggi bellissime statue di carlini disseminati in tutta la Cina testimoniano il culto del pug. In epoche più moderne fu un neuropsichiatra infantile americano, Boris Levinson, ad accorgersi di quanto la presenza casuale del suo fedele amico a 4 zampe nel setting terapeutico poteva essergli d’aiuto per oltrepassare l’impenetrabile muro di silenzio di alcuni dei suoi piccoli pazienti affetti da autismo. Da questa prima intuizione, di tempo ne è trascorso e molteplici sono state le applicazioni e gli studi effettuati da altri professionisti in tutto il mondo. Anche in Italia, con sempre maggiore frequenza, si sente parlare di Pet Therapy e di impiego degli animali a scopo terapeutico: “Cani-infermieri”, “carezze che curano”, professionisti che consigliano di prendere un cane o un gatto in casa come stimolo per un bambino introverso o iperattivo, come rimedio alla depressione.
Cos’è la Pet Therapy? La Pet Therapy è una metodologia che utilizza i benefici naturalmente insiti nella relazione uomo-animale, sopramenzionati, come ausilio e rinforzo nell’applicazione delle terapie classiche; è dunque una co-terapia che si avvale della presenza viva e interattiva dell’animale in un contesto terapeutico apposito al fine di favorire il raggiungimento di specifici obiettivi, in tempi più brevi e con maggiore gradevolezza per la persona stessa. Inoltre l’elemento essenziale affinché questo tipo di intervento sia davvero indicato resta la motivazione del paziente all’animale, il fatto cioè che la persona che usufruisce della terapia sia attratta, interessata ed incuriosita dalla presenza dell’animale; in caso contrario sarà meglio rivolgersi ad altre forme d’intervento.
Per un anziano che deve riabilitare un arto sarà più piacevole e motivante muovere la mano dolente per lanciare la pallina, spazzolare o portare a spasso un tenero e morbido cagnolone piuttosto che per eseguire un esercizio di fisioterapia classica; anche la degenza di un bambino in un reparto d’ospedale sarà meno ansiogena e più accettabile quando, come premio al prelievo o al tampone, ci sarà ad attenderlo un divertente “amico a quattro zampe” con cui poter giocare e trascorrere momenti spensierati più vicini al contesto familiare.
In Italia stanno nascendo molteplici iniziative su questo filone e le attività e terapie con gli animali hanno già raccolto l’attenzione e il consenso sia da parte del mondo politico, sia da parte del Comitato Nazionale di Bioetica. Entrambi questi organi sottolineano come le attività e terapie con gli animali, (cani, gatti, cavalli, delfini e alcuni animali da cortile), possono essere, dunque, un ottimo ausilio per molteplici patologie che coinvolgono bambini, adolescenti, anziani, carcerati, tossicodipendenti, etc. Ma è fondamentale che questo tipo di interventi siano realizzati in ambienti appositi, condotti da personale professionale specificamente formato e devono prevedere l’impiego di animali sani e adeguatamente selezionati e sopratutto gli animali devono essere preparati, ecco perché avere un animale in casa non solo non vuol dire fare Pet Therapy ma in alcune particolari situazioni prendere un animale in casa è addirittura sconsigliabile! L’animale richiede attenzioni, tempo e conoscenze specifiche di accudimento e assumere un impegno tale in una famiglia già occupata nella gestione di un familiare che presenta un disagio può aggravare la situazione piuttosto che alleviarla.
Nonostante le potenzialità e la sua possibilità di applicazione a vari contesti, è importante sottolineare, infine, che la Pet Therapy comunque non è una metodologia adatta a chiunque; può essere sconsigliabile ad esempio in presenza di allergie, in situazioni di immunodepressione o in casi di fobie specifiche per l’animale. Per tutti coloro che sono interessati a sperimentare la Pet Theraphy il consiglio è di rivolgersi al proprio medico di famiglia, che saprà indirizzarvi ad un centro valido.
Vedi: www.ministerosalute.it
Com'è nata la Pet Theraphy?
La pet-therapy nasce negli anni 50 negli Stati Uniti attraverso un famoso neuropsichiatra di nome Boris Levinson.
Egli scoprì l’importanza di avere un cane come amico quando uno dei suoi piccoli pazienti affetto da autismo di Kanner chiamò il suo cane per nome.
Da quel momento Levinson cercò di favorire la relazione fra il suo cane e quel bambino.
Attraverso questa relazione il bambino diede segnali di miglioramento.
Boris Levinson iniziò a studiare diversi casi con l'aiuto del suo cane. Questa nuova tecnica venne chiamata pet-therapy. Il nome pet sta ad individuare il pupazzo di peluche, ecco perché pet-therapy può essere anche tradotto con terapia dell’affetto.Dagli anni 50 in poi molti furono gli specialisti che iniziarono ad usare il cane con i loro pazienti.
Nel 1981 negli Stati Uniti d'America nasce la Delta Society, un gruppo di volontari si organizza mettendo a disposizione il loro amico animale per poter iniziare un lungo percorso che li porterà a studiare e ad applicare questa nuova scienza chiamata "Pet Therapy".
Ospedali, case di cura, carceri, comunità psichiatriche, scuole, ecc. vengono frequentate da pet partners e dal loro animale. I risultati sono lampanti: aumento della socializzazione, diminuzione dello stato aggressivo, diminuzione della depressione, ecc.
Nel giugno dei 1994 il Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria di Roma interagendo con altre strutture, organizza il 1° corso informativo di "Pet Therapy" ed Ippoterapia.Quindi ci sono voluti ben tredici anni perché anche in Italia si riconoscesse la validità di tale intervento. E' certo ormai che la presenza di un animale migliora da un punto di vista psicologico la vita dell’individuo, "diminuendo la solitudine e la depressione, agendo da supporto sociale, dando un impulso alla cura di se stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative.
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